“Se l’ape scomparisse, all’uomo resterebbero quattro anni di vita”.
Questa frase lapidaria di Albert Einstein, al di là dell’arco temporale in cui prefigura un tracollo dell’umanità, lascia intravvedere un mondo di equilibri e connessioni che trovano nell’ape un punto di giuntura imprescindibile.

Le api sono insetti pronubi fondamentali per la vita del pianeta perché la loro azione di impollinazione permette la formazione dei frutti.

Così piccole, così importanti, così fragili.

Qualche anno fa mi è nata una curiosità immensa che mi ha spinta verso l’alveare di un vicino di casa. Non sapevo come avrei reagito perché non sono mai stata un’entomologa, anzi … detesto i ragni, mal sopporto le mosche e le zanzare.

Valerio ha aperto la prima arnia ed è stata la meraviglia. Vedere quel piccolo mondo così ordinato mi ha veramente impressionata e sarei stata tutto il giorno lì a guardare. La mia passione è nata così:  spinta dall’indignazione per la morte delle api e alimentata dalla meraviglia per questo universo.

Dalla passione è nata una professione che mi permette ogni giorno di stare all’aria aperta e godermi la natura.